Tuesday, July 18, 2006

CUENTOS NEGROS

Ritangela Tomasicchio
Dirigente scolastica presso la
Direzione scolastica regionale della Puglia - Bari - Italia

Mi è capitato per caso tra le mani "Los cuentos negros" , un libro di
Pedro Conde Sturla, scrittore dominicano dallo stile incisivo, scorrevole,
dai contenuti accessibili anche a chi, come me, non conosce lo
spagnolo.Prima di ogni altro commento, va riconosciuto che già ciò che ho
detto è un grande pregio per uno scrittore.
I racconti, poi, si presentano in tutta la loro originalità e, nati
da una fantasia a dir poco fervida, sono talvolta quasi blasfemi, bisogna
riconoscerlo, seppur stemperati da un umorismo da "infant terrible"che
strappa la risata e non la scomunica o le torture del Tribunale
d'inquisizione. Questo soprattutto perché, come contrappasso, il libro è
permeato da un sentimento di profonda umanità.Tra le righe traspare una
partecipazione all'infelicità ed alle sofferenze delle classi più frustrate
e colpite dalle sventure.
Le digressioni di satira politica e religiosa che solitamente
all'improvviso interrompono la narrazione dei racconti, acuiscono la
curiosità del lettore, poco avvezzo ai gusti ed alla cultura del Caribe.
Ho scelto come mia preferita la novella"Fabula del fabulator", in cui le
vicende di Dato si susseguono intricate come i rami di una foresta di
mangrovie.Nello stesso tempo il ritmo della narrazione dà l'impressione che
tutto si muova grazie alla musica di un estenuante merengue.E con la stessa
rapidità delle sequenze cinematografiche, si passa da un episodio all'altro
della vita del protagonista. Molto è dato per scontato e pertanto alcuni
particolari sfuggono a chi non ha una conoscenza approfondita di alcune
vicende politiche strettamente legate a Santo Domingo ed a tutta l'America
latina.
Ottime le capacità espositive:una proprietà e varietà di linguaggio
rende, quasi a livello pittorico, la realtà che circonda i
personaggi,mettendo bene in evidenza nel contempo i loro stati d'animo,
sempre legati a delle sensazioni fisiche, a dei bisogni fisiologici.Il
corpo, la carne sono un bagaglio essenziale dell'uomo, anzi, mi correggo,
la sua stessa identità.
Raffiorano spesso echi di una tradizione culturale ed artistica
italiana, assimilata con amore, nonché una propensione dello scrittore ad
aprirsi, come cittadino del mondo, a condividere ipotesi di soluzione per
le problematiche contemporanee più cocenti.
Lo scopo dell'autore è la denuncia,unitamente alla recondita speranza
che qualcosa possa cambiare, ma forse prendendo psicologicamente un po' le
distanze dalla sua realtà, scegliendo altri soggetti meno compromettenti,
scrivendo con meno empito e più sopito dolore, si raggiungerebbero di certo
livelli ancora più alti.
A mio avviso, la produzione di Pedro Conde Sturla, voce di un popolo la
cui letteratura è pressoché sconosciuta in Italia, non dovrebbe rimanere
nascosta tra le palme dell'Isla Ispaniola, ma incoraggiata a moltiplicarsi
ed a varcare l' oceano.Per gli editori sarebbe un ottimo investimento, per
Santo Domingo forse onore.

Bari, 7 marzo 2006

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